|
Paolo (ti do del tu anche se non ci conosciamo) .... ne approfitto per esporti una mia "personale" opinione su Maschiperobbligo. La sensazione è di un appiattimento eccessivo sulle opinioni del femminismo, che sembrano ormai essere fatte proprie da tutti indistintamente i media. Non che queste non colgano spesso nel segno, ma:
1) vedono l'alternativa al machismo come femminilizzazione "necessaria" del maschio. Per noi non è così, nel senso che il recupero da parte maschile del campo emozionale (l'anima di Jung, ossia la parte controsessuale) e la sua integrazione, non hanno come risultato la femminilizzazione, ma la piena esplicazione della maschilità in tutte le sue potenzialità. Allo stesso modo accade per la donna, che l'integrazione dell'animus non rende affatto più simile al maschio, ma più integralmente femminile. Sono anzi l'anima e l'animus rimossi che, ingigantendosi nell'ombra dell'inconscio, diventano così minacciosi per la personalità da innescare reazioni difensive contrarie, naturalmente tutte di superficie. Questi fenomeni colpiscono tanto i maschi quanto le femmine, ognuno a suo modo.
2) La critica femminista si può, grosso modo, dividere in due filoni, il femminismo della differenza e quello dell'omologazione. Quest'ultimo sostiene, sempre a grandi linee, che maschi e femmine sono uguali, e quindi intercambiabili, cosa che mi sembra francamente sbagliata e riduttiva per entrambi i generi, il che non significa affatto essere contrari alla parità di diritti. Il femminismo della differenza esprimerebbe teorizzazioni sicuramente più interessanti se non declinasse in realtà la differenza femminile come "superiorità" (quanti articoli abbiamo letto in proposito). Entrambi i filoni hanno peraltro in comune la tendenza a leggere la storia dell'umanità come storia dell'oppressione maschile sulle donne, concetto riduttivo e fuorviante, che potrebbe spiegarsi, fosse vero, soltanto nel segno di una prepotenza genetica connaturata al genere maschile. Cosa, anche non tenendo conto delle condizioni ambiantali e storiche che hanno favorito certi fenomeni, indimostrata e indimostrabile, visto che i maschi, se hanno indubbiamente oppresso hanno anche protetto, se hanno ucciso hanno anche perso la propria vita per salvare quella altrui. A me sembra che il vostro sito assuma invece troppo acriticamente alcune prese di posizione femministe, e tutto questo non risulti e risalti a sufficienza. Per questo ne sottolineavo quelle che mi sembrano contraddizioni. Dimostrate anche
3) dalle frasi, dalle immagini e dalle riviste proposte all'attenzione dei visitatori, accanto alle quali se ne potrebbero proporre altrettante di parte femminile di segno uguale e contrario. Emblematico è quello che state facendo, scrivi, sulle immagini pubblicitarie. Sappiamo benissimo che esiste in pubblicità una immagine femminile distorta e mercificata, ma è anche vero che il fenomeno è da tempo sotto i riflettori, che esiste una letteratura sterminata, e che le associazioni di donne sono attentissime a denunciare, e spesso a far cessare, a ragione, gli spot ritenuti offensivi della loro dignità. Al contrario, il fenomeno da noi denunciato (come altri anche più importanti, quali la discriminazione verso i padri separati o l'impossibilità per legge che un padre possa esprimere la sua opinione sulla nascita di suo figlio), passa sotto un silenzio totale, nonostante stia assumendo enorme rilevanza, come può agevolmente capire chi guarda la pubblicità, televisiva e sulla carta stampata, con un po' di senso critico (ammesso si abbia lo stomaco per prestarvi attenzione).
E' la sordità a quella che definiamo "questione maschile" che occorre rompere, perchè altrimenti si accentuerà l'oscillazione già in atto fra il machismo vendicativo e la negazione di sè che già tanti maschi praticano delegando alle donne la decisione su come un uomo dovrebbe o non dovrebbe essere.
Il punto è quello di denunciare il fatto che maschile e femminile sono entrambi colpiti nella loro essenza più profonda e più nobile. E che al machismo corrisponde una femminilità altrettanto distorta, che usa le armi sue proprie (meno letali fisicamente ma non meno psicologicamente) in una insensata guerra dei sessi, affannati a concorrere per uno stesso traguardo senza accorgersi che è, per entrambi, un miraggio, un falso obbiettivo da difendere o da conquistare.
I maschiselvatici stanno cercando di fare la loro parte in campo maschile, aspettando che altrettanto inizi ad accadere anche in quello femminile.
cordialmente,
armando
------------------------------------------------------------------------------------------------
La nostra risposta:
Ti ringrazio per la lunga e articolata lettera che ci hai inviato.
La sensazione ancora una volta è che siano più i punti che ci uniscono che non quelli che ci separano. E' vero però che infondo noi abbiamo scelto una strada per certi versi un pò vecchia, delineata ormai da tempo, e forse anche un pò abusata, mentre il vostro percorso è decisamente nuovo e ancora poco dibattuto. Quindi ben venga il vostro lavoro ad integrarci e saremo lieti di segnalare quanto producete. Nelle nostre pagine, che come vedi sono ancora immature e con idee non sempre ben delineate, c'è sicuramente bisogno di dare indirizzi più chiari e soprattutto dobbiamo allargarci a certi aspetti che in una prima fase non avevamo preso in esame, prendendo per altro più chiaramente le distanze da certi aspetti del femminismo che ci fanno rischiare di essere travisati. Vogliamo evitare di incappare, come dici, in un appiattimento eccessivo sulle opinioni del femminismo. Vogliamo però anche stare molto attenti a non essere strumento per attizzare l'assurda guerra fra i sessi (come certi siti "maschili" fanno, e ne sono un esempio alcune lettera che abbiamo pubblicato nel forum). Il punto comune come dici è quello di denunciare il fatto che maschile e femminile sono entrambi colpiti nella loro essenza più profonda e più nobile.
Ricordo anche che il nostro fine primo, come Medici del Mondo, è dare un contributo alla lotta alla violenza sulle donne, quindi era imprescindibile partire da un attacco mirato al macho stupratore e agli stereotipi del maschio padrone/conquistatore, anche se questo lo avevano già fatto da tempo le femministe.E' vero però che dopo essere venuti a contatto con la vostra posizione, oggi crediamo che sia indispensabile integrare la denuncia e la lotta allo stereotipo maschile "aggressivo" (che ci eravamo posti come obbiettivo primario del progetto) con la lotta al clima odierno di rimbambimento e svilimento della figura maschile (come ben dici in altri termini: al machismo corrisponde una femminilità altrettanto distorta).
Seguiteremo a leggervi con attenzione e speriamo possiate fare altrettanto per confrontarci e soprattutto per avere consigli, critiche e contributi.
A presto,
Paolo Sarti
Medici del Mondo
Progetto Maschio per obbligo
mercoledì 18 febbraio 2004 0.04
|